L’allarme del Garante della privacy: “Un grande fratello governa il web”

La Relazione dell’Autorità: “I monopolisti della rete possono condizionare l’umanità intera“.

I risultati che emergono dalla relazione del Garante della Privacy quest’anno, rimarcano ulteriormente l’importanza dell’attendibilità della fonte. Diversificare i canali di approvvigionamento delle notizie e la ricostruzione di fatti ed eventi secondo diversi punti di vista è fondamentale al fine di non permettere che venga manipolata l’opinione ed i sentimenti di una determinata collettività piuttosto che di un determinato segmento sociale che non possieda gli strumenti idonei per l’accesso ad un’informazione corretta.

Oggi in un sistema informativo “a cascata”, le fonti principali per l’approvigionamento di news sono le agenzie di stampa, che apprendono notizie da canali istituzionali per riversarle nei circuiti di elaborazione delle redazioni dei giornali e dei siti di news.

Questo significa che nella migliore delle ipotesi una notizia prima che venga letta dall’utente finale, abbia già subito ben 4/5 manipolazioni. Tuttavia resta l’interrogativo su chi siano realmente queste agenzie? E ancora, per meglio comprendere l’allarme lanciato dal Garante – basti pensare che grazie ad internet un qualsiasi utente di Social Network o Blogger è in grando di sostituirsi al ruolo di “Agenzia” e fabbricare/divulgare notizie – revocando uniltateralmente il ruolo di “monopolista informativo” ai vari gruppi di interesse politico – economico ottenuto per il tramite delle stesse agenzie.

Le agenzie possono essere di tre tipi:

Aziende Private, come l’inglese Reuters – la più antica, diffusa e autorevole – o, in Italia, l’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) o l’Adnkronos;

Organismi fondati da pool di testate, come la Associated Press o, in Italia, l’Ansa;

Organi più o meno ufficiali di Stato o di partito come era la TASS a Mosca, o la Pekin Information a Pechino.

L’agenzia di gran lunga più importante in Italia (e quinta nel mondo è l’ANSA, che rappresenta la continuazione della storica <<Agenzia Stefani>> e costituisce la principale fonte di qualsiasi organi di informazione. Seguono l’Agenzia Giornalistica Italia (AGI fondata dall’allora presidente dell’ENI Enrico Mattei), che ha dato vita successivamente, insieme al Sole 24 Ore, all’agenzia online da Pechino <<AGI-China24>>, la migliore agenzia italiana specializzata nel mondo cinese; poi l’Italpress (sportiva), l’Agenzia Nova (specializzata nel mondo balcanico) e l’Adnkronos che merita qualche nota supplementare in un libro che questo oggetto: nata negli anni cinquanta dalla fusione fra l'<<Agenzia di Notizie>> e la Kronos ad opera di Felice Fulchignoni, che era il capo del gruppo romano del <<Noto servizio>> (il cosiddetto Sid parallelo), una pagina di eccezione nel rapporto fra agenzie giornalistiche e servizi segreti più o meno ufficiali, più o meno deviati.

Ci sono poi agenzie minori o locali o specializzate. Delle agenzia stampa Mino Pecorelli (un vero intenditore del ramo) scrisse: Le agenzie di stampa sono il grande rubinetto dal quale sgorga il greggio. Insieme ne sono anche il filtro. Da esse i giornalisti attingono la materia prima detta <<notizia>>, da fornire al lettore consumatore sotto forma di informazione, già depurata e raffinata dalle scorie. Comandare il rubinetto, cioè determinare ed orientare il flusso del prodotto greggio, quindi ritardare, filtrare o negare le notizie, significa ridurre e censurare, entro limiti più o meno vasti, il diritto dell’informazione. La scelta delle notizie erogate, o l’eliminazione di quelle censurate, è sempre legata a considerazioni di carattere politico e, in senso più esteso, economico.

Questo estratto sulle agenzie formulato da Aldo Giannulli, ci conduce ad effettuare un paio di rilessioni:

chiunque voglia intervenire per il controllo delle informazioni si concentrerà alla fonte e non sulle singole testate dove sarebbe quasi impossibile andare ad esercitare azione di controllo;

oggi, grazie alla rete, ogni utente è diventato una potenziale “agenzia di stampa” e questa facoltà di agire turba profondamente le stanze del potere. In un mondo dove i soggetti sono in grado di influenzarsi a vicenda (quindi in modo trasversale) senza subire solo ed esclusivamente dall’alto l’agenda informativa e del pensiero, tutto è possibile. Qualcuno lo ha già capito e forse l’elezione del nuovo presidente USA ne sarebbe la prova tangibile.

Resta comunque valida da considerazione che anche i Social Network rappresentano dei “rubinetti” come ci ricorda Aldo Giannulli, i cui amministratori possono tramite algoritmi prediligere visibilità ad alcuni contenuti piuttosto che altri, variando l’agenda e la priorità informativa in ordine al lettore.

Maverick F. Roberts

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