Gli scheletri colorati nell’armadio di Soros

Le organizzazioni non governative (ONG) sono, in teoria, delle libere associazioni di semplici cittadini che provano il desiderio di intervenire con azioni benefiche a favore di persone o situazioni che versino in qualche particolare difficoltà.

Il loro scopo può variare dall’intervento più prettamente “umanitario” a quello “culturale”, a quello “sportivo” ma ciò che le accomuna è di non perseguire scopi di lucro e di agire indipendentemente da qualunque governo.

Tutto ciò, dicevamo, in teoria, perché è sempre più evidente e a prova di ogni dubbio che molte di loro contraddicono totalmente le premesse. Sono numerose anche in Italia, infatti, quelle create da qualche operatore senza scrupoli che usa la copertura “umanitaria” per ricavarne indiretti benefici economici o, nel migliore dei casi, per godere (o far godere la propria ditta) del beneficio d’immagine derivante da un’attività formalmente “altruista”.

Anche la loro indipendenza dai governi, ostentata proprio nell’appellativo, è spesso fasulla e serve come copertura per azioni in realtà etero dirette ma di cui i governi che le ispirano non vogliono assumersi la responsabilità. E’ soprattutto per quest’ultimo motivo che, in alcuni stati, tutte le ONG e in particolar modo quelle di origine straniera sono tenute sotto particolare osservazione o, addirittura, proibite.

Chi opera all’interno di queste organizzazioni è, nel linguaggio comune, definito “volontario” e questo termine inviterebbe a pensare trattasi di persone che dedicano tutto o parte del loro tempo al servizio dell’ONG stessa, senza percepire alcun salario. Ciò è vero in qualche raro caso ma non costituisce la realtà diffusa. Non c’è nulla di male, ma è bene sapere che si tratta sì di una scelta volontaria ma di solito retribuita. Che, poi, i compensi siano frequentemente irrisori per i volontari più giovani (o per gli ultimi assunti) è ugualmente vero, fatto salvo che i vertici percepiscono invece compensi molto spesso paragonabili a quelli dei dirigenti di normali aziende.

Chi è il “filantropo” George Soros?
Un caso emblematico di confusione tra l’azione umanitaria altruista e scopi invece molto più “terreni” è costituito dalle ONG fondate e finanziate dallo speculatore americano di origine ungherese George Soros. Costui è un personaggio divenuto famoso nel settembre 1992 quando fu il protagonista del cosiddetto “Black Wednesday” che costrinse la Banca d’Inghilterra a svalutare la sterlina. In quell’operazione gli riuscì di ricavare un guadagno netto di quasi un miliardo di dollari.

Dopo aver studiato alla London School of Economics ed essere diventato, nel 1954, dipendente della banca d’affari londinese Singer & Friedlander, si mise in proprio e cominciò un’attività finanziaria speculativa contro varie monete nazionali. Sempre nel ’92, la sua fantasia finanziaria colpì anche l’Italia obbligandoci a uscire dal Sistema Monetario Europeo e causandoci una perdita di 48 miliardi di dollari per aver lui venduto allo scoperto, e in pochissimo tempo, un’enorme quantità di lire. Senza alcun dubbio, i suoi sentimenti “umanitari” in quelle operazioni non furono tanto evidenti perché il suo portafoglio si arricchì alle spalle di tutti quei cittadini vittime delle speculazioni da lui intraprese. Da allora ha sempre continuato ad agire con perfida abilità, giocando le sue carte in modo da creare volta per volta difficoltà a vari Stati ma traendone personali e ingenti profitti. In Indonesia c’è contro di lui una condanna all’ergastolo e in Francia è stato multato per 2,1 miliardi di dollari.

L’Europa non sopporta più l’ingerenza di Soros
Per “abbellire” la propria immagine e confondere le acque ha cominciato ben presto a finanziare altre organizzazioni non governative molto conosciute quali Amnesty International, Human Right Watch, Center for Constitutional Rights, American Civil Liberties Union, eccetera. Ha anche creato delle sue proprie ONG occupandosi, almeno apparentemente, di migranti e di diritti umani. Che la politica sia uno dei suoi campi d’azione privilegiati è però altrettanto evidente e, notoriamente, centinaia di milioni di dollari suoi hanno contribuito alle campagne dal Partito Democratico statunitense.

Un’operazione di pirateria informatica che ha colpito la sua fondazione Open Societies ha scoperto nei files finanziamenti di campagne elettorali e di associazioni ufficialmente dedicate alla tutela dei diritti umani in vari Paesi. Molti dei finanziamenti da lui erogati si è scoperto avere come oggetto la destabilizzazione politica dei governi dei Paesi in cui tali organizzazioni agivano. A volte, miravano alla creazione di condizioni economico-finanziarie tali da consentire poi alla sua società operativa di trarre ulteriori profitti dai disastri causati.

Ungheria dichiara guerra alla fondazione di Soros: “attività antidemocratiche”

Per avere un esempio di che cosa è veramente George Soros e capire cosa fanno alcune delle ONG da lui create o finanziate, non c’è nulla di meglio che ascoltare le sue stesse parole. Intervistato dalla CNN in diretta, George Soros ha, infatti, ammesso di aver finanziato la “rivoluzione” di piazza Maidan in Ucraina per “favorire l’insediamento di una giunta amica degli Stati Uniti”. Nella stessa intervista ha anche affermato di avere fatto operazioni simili in Georgia, in Kirghisia, in Myanmar e in Iran.

Chi avesse dubbi sul suo totale “disinteresse” personale o sui sentimenti di “amore” che prova verso il genere umano sappia soltanto che la sua Soros Foundation è, guarda un po’, tra i principali promotori per la liberalizzazione della droga nel mondo.

E mentre in tutto il mondo cresce la diffidenza e l’allarmismo nei confronti di questo sinistro personaggio al soldo del miglior offerente che voglia portare a termine operazioni di destabilizzazione, in Italia viene accolto con tutti gli onori a Palazzo Chigi dal premier (non eletto) Gentiloni tra interrogazioni parlamentari ed allarmismi tra i cittadini ed i partiti di opposizione.

il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni su La7. “Se Soros è tanto generoso, invece che pagare la nostra invasione, potrebbe regalare qualche miliardo di euro ai poveri italiani abbandonati dal Governo. E questo potrebbe chiedergli Gentiloni quando lo incontra. Ma qui – ha concluso la parlamentare – non c’entra la solidarietà: alla grande finanza e al grande capitale servono queste centinaia di migliaia di disperati per rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori e avere manodopera a basso costo”.

L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.soros-2

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...