Un dossier dell’intelligence americana sulle alleanze massoniche transoceaniche disturba Renzi e lo spinge a fare in fretta

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Un dossier dell’intelligence americana sulle alleanze massoniche transoceaniche disturba Renzi e lo spinge a fare in fretta

C’e’ anche una ragione “atlantica” per la quale Matteo Renzi non puo’ perdere altro tempo ed ha bisogno di andare alle urne il prima possibile, costi quel che costi. Infatti, se l’esito e’ oggi incerto, domani potrebbe essere catastrofico. Non per il Pd ma proprio per Matteo Renzi. La “ragione atlantica” nasce dall’imprevisto arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, nemico giurato di una cordata massonica che molto avrebbe investito, aiutandola, sull’ascesa di Renzi alla conquista del potere in Italia. Ne aveva scritto, in tempi non sospetti, il Gran Maestro italiano Giole Magaldi, le sue anticipazioni trovano oggi conferma in un dossier che i servizi americani fanno circolare senza neanche tanta circospezione. Narra di una missione americana di Matteo Renzi prima di vincere le primarie ed alla vigilia della defenestrazione di Enrico Letta. In quella occasione Renzi ha avuto un incontro occulto e segreto con Richard Nathan Haas, un massone di alto livello del Leviathan Lodge a New York. Incontro che avrebbe avuto un’importanza fondamentale per la sua futura ascesa al potere.

Meno successo, invece, pare abbia avuto il successivo tentativo di Renzi, finalizzato ad unire le Ur-Lodges. Ci fosse riuscito avrebbe avuto libero accesso ai salotti piu’ importanti di Bruxelles, dove quei potenti gruppi massonici internazionali giocano partite diverse su tavoli diversi. L’ambizioso progetto di Renzi, benedetto dalla segreteria di Stato americana ai tempi di Obama, si scontrò contro il primo livello della dirigenza dell’Unione europea ed in particolare contro la diffidenza di Mario Draghi che avrebbe posto un veto insormontabile. Cambiato lo scenario alla Casa Bianca, ecco oggi la diplomazia americana incaricarsi di “segnalare” che Richard Nathan Haas, non e’ solo un potente massone ma e’ anche il presidente del Council on Foreign Relations, una delle organizzazioni di facciata del Nuovo Ordine Mondiale. Renzi stesso, e qui il dossier americano torna a incrociare gli scritti del gran maestro Magaldi, “divenne un membro del CFR qualche mese dopo essere diventato primo ministro”. Ma non fu questa storia, che solo oggi comincia a veder luce e a poggiare su riscontri ufficiali, a spingere De Bortoli a scrivere, riferendosi alla vertiginosa ascesa di Renzi, di quell’ “odore stantio di massoneria”. Bastava meno, bastavano le parole del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi che rivelava l’esistenza, nel Pd, di almeno 4 mila affiliati “su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50% dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densita’ assoluta a Livorno e Firenze”.

Raffi, con riferimento alle primarie del Pd vinte da Renzi, lascia intravedere una robusta sinergia: la massoneria aiuta Renzi a vincere le primarie mobilitando i suoi quattromila iscritti al Pd; il Pd aiuterà Renzi a far salire al soglio di gran maestro del Goi il suo amico Bisi proprio ai danni di Gustavo Raffi. Garante della fortunata sinergia, sarebbe stato Marco Carrai, intimo amico sia di Bisi che di Renzi. I problemi arriveranno con la stagione delle nomine, partendo proprio da quella, miseramente naufragata, di Marco Carrai a capo della sicurezza informatica presso Palazzo Chigi. Una postazione dalla quale dovevano essere seguiti, accompagnati e tutelati gli accordi e le alleanze strette nei mesi precedenti. Fatali furono la mancata nomina del successore di Mosca Moschini a consigliere militare di Palazzo Chigi, figura intorno alla quale ruota l’attuale normativa della sicurezza informatica, ed una fuga di notizie che, oggi, viene fatta risalire a “fonti dell’ambasciata americana a Roma”. La “velina”, che ricompare nel dossier istruito per Donald Trump, sollevava il conflitto d’interessi che avrebbe impedito a Carrai di entrare a Palazzo Chigi: aveva fondato a fine 2014 insieme a Leonardo Bellodi, ex braccio destro di Paolo Scaroni all’Eni e grande amico dell’attuale numero uno dell’Aise Alberto Manenti, una societa’ privata che si occupa proprio di sicurezza informatica, la Cys4. La Cys4 e’ una Spa e nell’azionariato non ci sono solo Carrai e Bellodi, compaiono anche personaggi di primo piano come Franco Bernabe’ (attraverso il suo Fb Group), Jonathan Pacifici (imprenditore italo-israeliano trasferitosi anni fa a Gerusalemme, ad del “World Jewish Economic Forum”) e Mauro Tanzi, che controlla il pacchetto di maggioranza attraverso la fiorentina Aicom, specializzata proprio in sicurezza informatica. Tanzi arriva da Finmeccanica, dove Pier Francesco Guarguaglini lo aveva voluto a capo della controllata che gestiva gli aspetti piu’ delicati degli investimenti immobiliari e lo faceva tramite una controllata molto vicina all’intelligence, E non solo a quella italiana. Altro brutto incidente, gli uomini del “Giglio magico” se lo procurano quando, per avere una via d’accesso alla segreteria di stato del Vaticano, stringono, ancora una volta tramite Marco Carrai, rapporti con Francesca Chaouqui. All’epoca era vicinissima al giro ristretto di Papa Francesco ma, presto entrera’ in rotta di collisione con il Vaticano, fino a conoscerne le prigioni. Brutto colpo per Carrai che aveva stretta rapporti di lavoro con il marito della Chaouqui, Corrado Lannino operante, manco a dirlo, nel settore dell’informatica. E problemi arrivano anche con riferimento al rapporto intessuto con gli amici Vittorio Farina, stampatore e vecchio socio in affari di Luigi Bisignani, e Michele Adinolfi, generale della Guardia di finanza. C’e’ quanto basta per un ripensamento sulle nomine da fare. Un ripensamento che infastidisce gli ambienti che su Matteo Renzi hanno tanto investito. Si incarichera’ l’ex piduista Gigi Bisignani di richiamare alla quotidianità dei doveri il giovane premier. Lo fara’ vestendo gli abiti dell’editorialista, con i quali, dalle colonne dei giornali suggerisce al premier di maneggiare le nomine con cautela, senno’ “si rischia di fare la fine di Andreotti”.

Maverick F.A.

 

An American intelligence file on transoceanic Masonic alliances disturbs Renzi and urges him to hurry

Mr. President Donald Trump does not like Matteo Renzi

An American intelligence file on transoceanic Masonic alliances disturbs Renzi and urges him to hurry.

There is also an “Atlantic” reason for which Matteo Renzi can not miss any more time and needs to go to the polls as soon as possible, costing what it costs. Indeed, if the outcome is uncertain today, tomorrow could be catastrophic. Not for the Democratic Politic Group but for Matteo Renzi. The “Atlantic reason” was born from the unpredictable arrival at the White House of Donald Trump, a sworn enemy of a Masonic rope that would have invested heavily on Renzi’s rise to the conquest of power in Italy.

The Italian Grand Master Giole Magaldi had written in a non-suspicious time, his advances are today confirmed in a dossier that US services circulate without even a lot of circumspection. He narrates an American mission by Matteo Renzi before winning the primaries and on the eve of Enrico Letta’s defenestration. On that occasion, Renzi had an occult and secret meeting with Richard Nathan Haas, a high-level mason of the Leviathan Lodge in New York. Meeting that would have been of fundamental importance for his future rise to power.

Less successful, however, seems to have had the next attempt by Renzi, aimed at joining the Ur-Lodges. He would have been able to have free access to Brussels’ most important lounges, where those powerful international Masonic groups play different matches on different tables.

The ambitious Renzi project, blessed by the US Secretary of State in Obama’s time, clashed against the first level of European Union leadership and in particular against Mario Draghi’s mistrust, which would put an insurmountable veto. Changing the White House scenario, today is the US diplomacy committing itself to “point out” that Richard Nathan Haas is not only a powerful mason but is also the chairman of the Council on Foreign Relations, one of the façade organizations of the New World Order . Renzi himself, and here the American dossier goes back to cross the writings of Grand Master Magaldi, “he became a CFR member a few months after becoming prime minister.” But it was not this story that only today begins to see light and to rely on official findings, to push De Bortoli to write, referring to the dizzying rise of Renzi, that “stale smell of masonry”. The words of the Grand Master of the Great East of Italy, Gustavo Raffi, revealed the existence of at least 4,000 affiliates in almost all of the 21,000 registered in 744 lodges, of which 50% were concentrated in Tuscany , Calabria, Piemonte, Sicily, Lazio and Lombardy, with the highest density in Livorno and Florence.

Raffi, with reference to the primaries of the Democratic Group PD won by Renzi, lets us see a strong synergy: the Freemasonry helps Renzi to win the primaries by mobilizing his four thousand members at the Democratic Group PD; The PD will help Renzi bring his friend Bisi to the grand master of Goi to the very damages of Gustavo Raffi. Guarantor of the successful synergy, it would be Marco Carrai, intimate friend of both Bisi and Renzi. The problems will come with the nomination season, starting from the miserably wounded one, by Marco Carrai, head of computer security at Chigi Palace.

A venue from which agreements and close alliances were to be followed, accompanied and protected by the previous months. Fatal was the failure to appoint Mosca Moschini’s successor as a military advisor to Palazzo Chigi, a figure around which revokes current IT security legislation, and a news escalation that is now being traced back to “sources of the US Embassy Rome”.

The “veil”, reappearing in the Donald Trump case file, raised the conflict of interest that would have prevented Carrai from entering Palazzo Chigi: he had founded at the end of 2014 together with Leonardo Bellodi, Paolo Scaroni’s right arm at Eni And a great friend of the current number one of Aise Alberto Manenti, a private company that deals with cyber security, the Cys4. Cys4 is a Spa and the corporation is not only Carrai and Bellodi, also featured protagonists such as Franco Bernabe ‘(through his Fb Group), Jonathan Pacifici (an Italian-Israeli entrepreneur who moved years ago to Jerusalem, to Of the World Jewish Economic Forum) and Mauro Tanzi, who oversees the majority package through Florentine Aicom, specializing in computer security.

Tanzi came from Finmeccanica, where Pier Francesco Guarguaglini had wanted a head of the subsidiary to handle the most delicate aspects of real estate investments and did it through a subsidiary close to intelligence, and not just to the Italian one. Another nasty accident, the men of the “Magic Lily” get it when, in order to have access to the Vatican secretary of state, they cling, again through Marco Carrai, relations with Francesca Chaouqui.

At that time it was very close to Papa Francesco’s narrow tour, but soon he would break into a collision with the Vatican until he knew the prisons. Bad shot for Carrai who had close working relationships with Chaouqui’s husband, Corrado Lannino, who did not work in the IT sector. And problems come with the relationship worn with friends Vittorio Farina, printer and old business partner of Luigi Bisignani, and Michele Adinolfi, General of the Guardia di Finanza. There’s enough to re-think about the appointments.

A rethink that annoys the environments that on Matteo Renzi have invested so much. The ex “P2 Masonry” Gigi Bisignani will be responsible for recalling the young prime minister’s daily duties. He will do it by dressing up the publisher’s clothes, with whom, from columns of newspapers suggests to the premier to handle the appointments with caution, to not do the same fate like Ex Prime Minister Giulio Andreotti.

MAVERICK F.A.

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