I tentativi degli USA per arginare l’aggressività della PRC

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Wu Xiaohui, miliardario amico di Trump, è stato arrestato dalla polizia cinese per essere sottoposto ad interrogatorio in luogo non dichiarato.

Preludio al fatto che, elettrodi alla mano, non saranno morbidi i metodi utilizzati, specialmente nei confronti di chi è sospettato di pianificare azioni sovversive contro il Partito. Tali precauzioni sono adottate spesso nei casi in cui il sospettato sia verosimilmente agganciato a servizi di intelligence di nazioni terze.

Con amarezza e sommo dispiacere dei media dell’establishment, questa volta non ci sono gli Hacker Russi dietro all’operazione di sabotaggio politico ai danni del candidato “americano” per le prossime elezioni in Cina.

Essere amici di Donald Trump, di questi tempi, è rischioso. Tuttavia nel gioco d’azzardo come nella moderna finanza globale, le vincite più consistenti si incassano proprio alzando il rischio della puntata. Dunque… la domanda a livello globale è: chi è disposto a rischiare?

È un terremoto: uno dei più grandi scandali politici e finanziari dai tempi di Bo Xilai, il boss di Chongqing che avrebbe potuto sfidare Xi il Grande, e che invece il presidentissimo ha fatto arrestare per corruzione. Da chi? Ma proprio da Wang Qishan, il suo braccio destro, lo zar antimazzette che adesso starebbe liquidando i conti anche con Mister Anbang. È uno scandalo dai contorni ancora poco chiari ma con una certezza: è il regolamento finale tra i poteri forti di qui alla vigilia del congresso del partito che quest’autunno incoronerà Xi per (almeno) altri cinque anni.

E pensare che fino a ieri Anbang era l’orgoglio del capitalismo cinese: con tanto di applausi quando sborsava 2 miliardi per comprare il Waldorf Astoria, l’hotel dove a settembre il premier Li Keqiang veniva omaggiato da Henry Kissinger e dove a novembre, in piene elezioni, il Genero in Capo Jared Kushner faceva affari con Pechino. Obiettivo: fare entrare proprio Wu, previo pagamento di 400 milioni, nella torre di famiglia al 666 – numero diabolico – della Quinta Avenue. Com’è allora che questa stessa Anbang oggi sia diventata, improvvisamente, il diavolo?

La logica impone di interrogarsi sul fatto che Wu Xiaohui non fosse al soldo dell’intelligence antagonista.

Come se non bastasse, la caduta di Anbang incrocia un altro scandalo: e incrocia ancora una volta l’America. Perché lo zar potentissimo e immacolato che Wu evoca dietro all’inchiesta di Caixin è stato macchiato negli ultimi tempi anche dalle accuse infamanti di Guo Wengui, il discusso miliardario fuggito negli Usa e ospite, fra l’altro, del riservatissimo club di Mar-a-Lago, la “Casa Bianca invernale” laggiù in Florida dove Donald Trump ha ricevuto a febbraio Xi Jinping. Vedete come la cronaca supera la fantasia? Perché Guo, dall’estero, con in tasca la tessera del club lussuosissimo dei Trump, sta cercando di picconare disperatamente il sistema di potere di quello Xi che in questo momento sembra diventato il miglior amico di The Donald: insinuando via Twitter accuse senza prove. Che il nipote dello zar Wu, per esempio, avrebbe strani interessi in HNA, cioè l’impero di Chen Feng che va dalla compagnia aerea Hainian Airlines nata con i contributi dello stato comunista (e di cui si è chiacchierato in questi giorni per un presunto interesse alla vicenda Alitalia) e arriva fino agli Hotel Hilton.

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Un pasticciaccio. Guo ha lanciato accuse anche contro Caixin. E per colpire chi? Ma sempre lo zar anticorruzione: cioè l’esecutore di quella costruita campagna anticorruzione  servita a Xi Jinping per liberarsi dei suoi nemici.

I cinesi hanno imparato dagli Italiani. Infatti tale strategia è la stessa che venne utilizzata a partire dal 1992 per destituire con strumenti istituzionali, un governo democraticamente eletto come quello di Craxi, aprendo le porte alle potenze della finanza in politica,  utilizzando l’arma non convenzionale ma estremamante versatile della persecuzione dei “potenziali corrotti”.

Un pò come avveniva con la caccia agli untori, alle streghe, agli eretici… scoprendo centinaia di anni dopo che si trattava solo di una mera superstizione.

Una sorta di autogol quindi, visto che proprio dal nuovo continente arrivarono i suggerimenti di utilizzare tali strategie verso il poco obbediente e troppo patriota fù Bettino Craxi.

Maverick F.A.

Le opinioni del redattore possono non coincidere con quelle degli amministratori della pagina.

 

 

 

 

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