Le vendite recenti di armamenti italiani al Pakistan

NUOVI ELICOTTERI, VECCHIE RELAZIONI

Lo scorso anno Leonardo ha siglato un ordine per un numero non precisato di elicotteri Augusta Westland AW139. Gli elicotteri soddisferanno il requisito dell’aeronautica pakistana (PAF – Pakistan Air Force) per una macchina SAR (Search and Rescue) e EMS (Emergency Medical Service). Le consegne sono previste a partire dei primi mesi del 2018, se non già nel 2017. Questi elicotteri andranno ad aggiungersi agli altri 11 dello stesso tipo in forza al Ministero della Difesa pakistano, 5 dei quali usati per la protezione civile e trasporto VIP.

L’Italia ha ottime relazioni commerciali nel settore Difesa con il Pakistan per esempio gli APC (Armoured Personnel Carrier) M-113 di seconda mano venduti al Paese asiatico. Il trasferimento di questi mezzi di trasporto è avvenuto tra il 2013 e il 2015 (622 secondo il SIPRI). Presenti anche VCC-1 e VCC-2, Veicolo Corazzato da Combattimento, versioni sviluppate ad hoc in Italia per migliorare l’originario APC.

Sempre in virtù dei buoni rapporti bilaterali e delle esigenze di promozione dei prodotti italiani, ad aprile la FREMM (Fregata Europea Multi Missione) F 593 Carabiniere ha fatto visita alla Marina pakistana, partecipando ad esercitazioni congiunte nel tentativo di “stuzzicare l’appetito” del Pakistan. Il Carabiniere rappresenta sotto molti aspetti lo stato dell’arte per quanto riguarda la lotta ASW (anti sommergibile). Una capacità a cui il Pakistan si interessa in maniera crescente visto lo sviluppo da parte indiana di un sottomarino strategico (SSBN), l’Arihant, di produzione interamente nazionale, e di un sottomarino d’attacco in collaborazione – più o meno evidente – con la Francia.

Parte degli accordi tra Italia e Pakistan anche un non meglio precisato addestramento congiunto tra le due aereonautiche militari. Forse si tratta di operazioni sul campo con i nuovi AW139 venduti al Pakistan, magari in configurazione Combat SAR.

SPERANZE PER L’EXPORT – Gli AW139 possono essere considerati un viatico per future collaborazioni, così come la fornitura di M113 e VCC-1/2, tutt’oggi strumenti validi in contesti operativi non impegnativi. La presenza della FREMM Carabiniere nei mari pakistani sottolinea ulteriormente la volontà di proseguire la collaborazione in tal senso, ma è difficile trarre conclusioni. Il Pakistan, non è certo una novità, rappresenta, insieme all’India, un mercato che si potrebbe definire borderline, dove commesse eterogenee si sovrappongono in maniera non sempre organica e lineare – e quindi non sempre uno o più ordini sono parte di un rapporto stabile.

Il ruolo pakistano nel teatro afghano continua ad essere importante quanto ricco di contraddizioni – per esempio i servizi di intelligence pakistani (ISI) sono stati più volte collusi con i Talebani.

Ma le attuale contingenze geopolitiche – rafforzare gli Stati che confinano con l’Afghanistan, aumentare le esportazioni per sostenere l’industria nazionale, ecc. – determinano convergenze di interessi tra Paesi le cui agende sembrano eterogenee.

Convergenze, difatti, non sempre coerenti con l’andamento generale delle alleanze tra Paesi europei oppure occidentali in genere. Ad esempio, per gli Stati Uniti o per la Cina, il Pakistan può rappresentare, in caso di necessità, un argine alla politica aggressiva indiana.

Come si pone l’Italia di fronte a queste dinamiche politiche nel momento in cui vuole consolidare o aprire dei rapporti commerciali su settori ad alto contenuto tecnologico?

Visti i grandi giochi tra potenze, di certo non può agire in maniera autonoma, perlomeno nel lungo periodo, sia a causa delle questioni di politica internazionale che abbiamo visto, sia perché il nostro Paese non sarebbe in grado di offrire un pacchetto completo di tecnologie indipendenti al Pakistan – ammesso che si avesse la forza politica di creare un rapporto così solido su base bilaterale.

Situazione peraltro aggravata dai caveat politici e dalle restrizioni alla vendita all’estero che riducono l’impatto dei prodotti italiani all’estero nel settore Difesa. Nel rapporto tra Italia e Pakistan, quindi, l’Italia può ottenere buone commesse, ma a patto di coniugarle bene con la politica estera degli altri attori che hanno interesse – e più influenza – nel Paese.

Fonte

 

 

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