Ecco perchè l’Italia deve chiedere ausilio alla Cina sul problema dei migranti

italia-cina-600x232

Alla luce del rinnovamento della politica industriale cinese e del trasferimento di ingenti attività produttive in paesi africani, nell’ambito della colonizzazione economica che il paese del Dragone si è prefisso dalla caduta del muro di Berlino, l’Italia potrebbe mettere sul tavolo una giocata strategica molto importante.

Romano Prodi infatuato dal suo stesso spirito di sottomissione, propone di piegarci supinamente alla conquista cinese in Italia, perché questo rappresenterebbe la sola ed unica via d’uscita dall’imponente crisi economica del Sud Italia.

Peccato che il terminal della via Seta sia stato stabilito a Genova e Venezia, il sud Italia, quindi riuscirebbe a prendersi solo l’inquinamento delle enormi imbarcazioni che trafficherebbero costantemente l’Adriatico. Ogni imbarcazione per il trasporto merci container inquina circa come due milioni di autovetture euro zero.

SI POTREBBE INVECE CHIEDERE AL PRESIDENTE XIN JINPING DI ISTITUIRE UN TAVOLO TECNICO PER COLLABORARE ATTIVAMENTE CON L’ITALIA PER ARGINARE IL FLUSSO MIGRATORIO DAI PAESI DEL CENTRO E NORD AFRICA

Questa mossa sortirebbe due tipologie d’effetti:

LA PRIMA: la Cina con questa manovra conquisterebbe il titolo di salvatore dell’Europa da un problema che sembra non avere soluzione per le istituzioni europee. Il risalto mediatico le consentirebbe di ammorbidire l’impatto sociale dei possenti progetti infrastrutturali cinesi e favorirebbe l’ingresso e la circolazione delle merci. Da un punto di vista geopolitico, l’Europa avrebbe un nuovo salvatore, con il plauso della Germania e soddisfazione dell’establishment – anche Italiano. La Cina grazie a questa mossa potrebbe avanzare richieste specifiche molto più incisive rispetto alla politica commerciale attuale.

LA SECONDA: da un punto di vista geopolitico, riuscirebbe a spiazzare completamente gli USA e la Russia, che materialmente continuerebbero a fare il lavoro “sporco” di lancio bombe e politica di argine al terrorismo, attività che potrebbero sfociare in non chiare dinamiche relazionali adesso che è entrato in gioco in Siria anche l’Iran a seguito degli attentati al parlamento. Questo clima favorirebbe il paese del Dragone che saggiamente si è sempre tenuto fuori dalla guerra civile, giocando sottobanco e portando sempre e solo avanti l’attività di GUERRA ECONOMICA AL MONDO E CONQUISTA.

L’unica persona al mondo attualmente che detiene competenze strategiche imprenditoriali e di politica estera capaci di competere ed arginare il potere coloniale cinese è Donald Trump.

E’ importante ricordare che la conquista economica precede quella sociale e quella politica. Chi detiene il potere finanziario, produttivo e commerciale in una nazione controlla anche i media e la politica ed è in grado di sottomettere qualsiasi popolo nel breve periodo ed orientarne le scelte.

A questo è servita la NATO a questo è servito il Piano Marshall, a questo è servito l’Europa di Kalergi.

L’ultimo colpo messo a segno dai cinesi è stata l’apertura della filiale a Luanda, nella capitale dell’Angola che “promuoverà efficacemente l’accordo di cooperazione bilaterale” che ha permesso di raggiungere i 15,6 miliardi di dollari negli scambi commerciali tra i due paesi.

Si tratta della prima banca cinese in Angola, ed ha iniziato ad operare nel mese di giugno 2017.  Alla cerimonia d’inaugurazione avevano partecipato Chen Siqing, presidente della Banca di Cina, oltre a circa 300 rappresentanti dell’economia cinese e dell’Angola politica, degli affari e della finanza.

La filiale della Banca of China – Luanda, si concentrerà principalmente sulle attività aziendali ed espanderà il circuito di deposito, prestiti, rimessa e la liquidazione internazionale, sostenendo così il finanziamento commerciale nonchè i mercati finanziari e gli altri servizi ritenuti appetibili dagli business man cinesi.

Inoltre, promuoverà attivamente l’attività di finanziamento transfrontaliero dell’ Angola alle imprese ed ai clienti.

Chen ha detto che i due paesi hanno l’aspirazione comune per lo sviluppo e un solido fondamento per una cooperazione vincente. Nel 2016, il volume commerciale bilaterale ha raggiunto i 15,6 miliardi di dollari tra la Cina e l’Angola.

L’istituzione del ramo di Luanda promuoverà efficacemente gli scambi economici e commerciali bilaterali e promuoverà efficacemente l’accordo di cooperazione bilaterale. L’istituenda Bank of China in Angola, si concentrerà sull’implementazione della responsabilità sociale e dare pieno gioco alla strategia di gruppo.

I vantaggi offerti dal servizio transfrontaliero e per fornire consulenze informative per il confronto bilaterale di business matchmaking, promozione aziendale, assistenza clienti e pacchetto di prevenzione dei rischi, costituirà un valido incentivo all’insediamento delle attività industriali dall’estero.

Il presidente Chen ha dichiarato che nel breve tempo, la banca servirà attivamente alle imprese cinesi per investire in Angola, sostenere le imprese di Angola per sviluppare il mercato cinese e mettere gli sforzi per svolgere un ruolo di ponte per la cooperazione strategica”.

di MAVERICK F.A.

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...