Brexit: Theresa May può contare sull’asse Edimburgo-Washington

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Gb, accordo fatto: unionisti Nordirlanda sosterranno governo Tory L’accordo è stato firmato Londra.

Il piccolo partito unionista nordirlandese ha accettato formalmente di fornire il suo sostegno al governo britannico di minoranza della premier conservatrice Theresa May. “Un accordo è stato firmato” ha detto un portavoce di Downing Street. In base all’accordo i 10 deputati del Dup voteranno a favore del programma del governo May, il cui partito ha ottenuto solo 317 seggi parlamentari alle elezioni dell’8 giugno contro i 326 necessari per formare una maggioranza.

L’accordo giunge dopo due settimane di negoziati, seguiti alle elezioni anticipate dell’8 giugno con il quale i conservatori hanno perso la maggioranza assoluta. I tories hanno ottenuto solo 317 deputati con un calo di 13 seggi.

I dieci deputati del Dup sosterranno il governo nei voti chiave, come l’approvazione del discorso della Regina sul programma di governo di martedì scorso, ma non vi sarà una coalizione formale.

Un video diffuso dall’ufficio della May mostra la firma dell’accordo fra i due capogruppo in parlamento, Gavin Wiliamson per i conservatori e Jeffrey Donaldson per il Dup. L’intesa è stata raggiunta dopo un incontro a Downing street fra la May e la leader del Dup, Arlene Foster. Al centro dei colloqui vi sono stati i negoziati per la Brexit e un sostengo finanziario all’Irlanda del Nord, scrive la Bbc. L’intesa fra i due partiti è stata criticata da più parti, per il rischio che possa minare l’imparzialità del governo di Londra sulla condivisione del potere a Belfast fra nazionalisti cattolici e unionisti protestanti, garantita dagli accordi di pace per l’Irlanda del Nord.

DONALD TRUMP IN SOCCORSO DELLA REGINA

Il neo Presidente Americano ha conservato forti legami con la sua terra natale che oggi rappresentano la scialuppa di salvataggio per una nuova concezione europea, fuori dalla dittatura tedesca – a vantaggio dell’Italia.

La Scozia, è stata il centro dell’Illuminismo scozzese del XVIII secolo che ha trasformato la Scozia in una delle potenze commerciali, intellettuali e industriali dell’Europa.

Glasgow, la maggiore città della Scozia, un tempo una delle principali città industriali a livello mondiale, nel ventunesimo secolo sorge al centro della conurbazione della Greater Glasgow. Le acque scozzesi consistono in una grande porzione dell’Atlantico settentrionale e del Mare del Nord e contengono le maggiori riserve di petrolio dell’Unione europea. Ciò ha fatto sì che Aberdeen, la terza città della Scozia, ottenesse il titolo di capitale europea del petrolio.

Il Regno di Scozia emerse come stato indipendente e sovrano nell’Alto Medioevo e continuò a esistere fino al 1707.

La nazione entrò in un’unione personale con i regni di Inghilterra e Irlanda a seguito della successione di Giacomo VI ai troni inglese e irlandese nel 1603

in seguito, il 1º maggio 1707, la Scozia entrò in un’unione politica con l’Inghilterra, creando un unico Regno di Gran Bretagna. Questa unione fu il risultato del Trattato di Unione firmato nel 1706 e tradotto in legge dai Parlamenti di entrambe le nazioni, nonostante l’opposizione popolare e i disordini anti-unionisti a Edimburgo, Glasgow e ovunque nel Regno di Scozia. La Gran Bretagna stessa, in seguito, entrò in unione politica con l’Irlanda il 1º gennaio 1801, per creare il Regno di Gran Bretagna e Irlanda.

di MAVERICK F.A.

 

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