Che c’entrano gli inglesi con gli incendi che devastano l’Italia?

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A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. E se lo dicevano i nostri avi, forse occorre fermarsi ad effettuare delle serie riflessioni sul caso.

Ci risiamo. Arrivata l’estate e come ogni anno e si ripropone lo stesso copione di una commedia ormai monotona e ripetitiva: incendi, centinaia di roghi sparsi per il paese, con la particolarità che nel Sud Italia risultano particolarmente copiosi e frequenti…

il Presidente della Repubblica maledice pubblicamente i responsabili, la magistratura indaga, le Forze di Polizia cercano dei responsabili… e come ogni anno, finita l’estate e dopo aver borbottato qualche giorno, ciascuno ritornerà alla propria sedia. Intanto saranno stati spesi centinaia di milioni di euro e centinaia di animali morti, ettari di terra andati in fumo ed inutilizzabili per decenni, oltre ai rischi per la vita e la salute dei residenti.

Possiamo quindi notare una prima casualità:

gli incendi sono più frequenti nelle regioni dove vi sono concentrazioni di criminalità organizzata superiore al resto d’Italia.

E’ il caso della Campania, della Puglia, della Calabria e non ultimo del Lazio: Il rogo del Parco di Castelfusano di Roma su una zona litoranea dove il controllo della criminalità organizzata campana è ben noto a tutti.

Perché nessuno si chiede come mai gli incendi si sviluppino contemporaneamente nello stesso momento in più luoghi della stessa regione?

La risposta è semplice quanto scontata, il protocollo prevede che in ausilio ai mezzi dello Stato in situazioni di sovraccarico lavorativo debbano alzarsi in volo (anche in deroga ai regimi di spesa) gli elicotteri ed i Canadair delle compagnie private aggiudicatarie degli appalti, pare che ogni singola chiamata per intervento costi alla Regione di competenza circa Euro 20.000 da sommare ai 14.000 euro per ogni ora di volo effettuata.

2,6MILA ORE DI VOLO IN UN MESE PER I VELIVOLI DEL COAU

E ancora. Dall’inizio dell’anno, tutti i reparti dell’Arma hanno denunciato, per il reato di incendio boschivo, 366 persone, traendone in arresto 18. Il solo Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dal 15 giugno al 16 luglio ha già effettuato nel 2017 circa 25mila interventi a terra (nell’intero anno 2016 sono stati in tutto 73.043 e 68.651 nel 2015).

Nell’Italia meridionale e centrale sono state quotidianamente impegnate 3.400 unità di personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, di cui 800 grazie ad un’apposita implementazione degli ordinari dispositivi. In particolare, giornalmente, in tali aree territoriali sono state mediamente operative circa 450 squadre di terra, anche grazie al trasferimento di 24 squadre in assetto antincendio boschivo provenienti da alcune Regioni del Centro-Nord attualmente non interessate dalle richiamate criticità.

Nel Lazio dal 1 gennaio 2016 si sono verificati 388 incendi boschivi (La Stampa)

In Campania in una sola settimana si sono verificati 122 incendi di grandi dimensioni (Ansa)

In Puglia sono già andati in fumo, in 1 mese e mezzo, ben 1565 ettari di boschi e pinete, con 14 focolai contemporaneamente, a seguire Molise e Toscana come espansione delle areee colpite.

Provata a moltiplicare 20.000 euro per il sollevamento più 14.000 euro per ogni ora di volo effettuata per le 2,6 mila ore di volo addebbitate allo Stato alla sola data del 20 luglio 2017 (mancano all’appello infatti ancora 2 mesi di incendi che si svilupperanno) e vi renderete conto della portata immensa del business che farebbe gola a qualsiasi organizzazione nazionale ed internazionale.

Andiamo a vedere ad esempio nella Regione Campania – la più colpita di sempre –  cosa succede:

Esaminando i trascorsi in materia di appalti antincendio di queste regioni, troveremo costante la presenza inglese dalla metà degli anni ’90.

E’ noto alle cronache che il Regno Unito opera in regime bancario ordinario con le sue ex colonie, nonchè paradisi fiscali black list a tassazione zero che godono del segreto bancario. Ma questa considerazione non ha nulla a che vedere con quanto sta succedendo. Oppure no?

Nel Regno Unito l’hobby più famoso è la destabilizzazione all’estero finalizzata al controllo politico, sociale ed economico di determinati asset, anche più semplicemente provocando azioni a copertura di altre, per sè o per terzi.

Nell’anno 2016 si aggiudica la gara d’appalto una ATI – fulgido esempio di cooperazione internazionale – così composta:

Heliwest; Eliossola; Elifriulia; E+S Air Unipersonal srl

  1. Heliwest LTD – Regno Unito che utilizza la sede italia (link) – costituita nel 1993
  2. Eliossola s.r.l. – Domodossola, Italia (link) – costituita nel 1993
  3. Elifriulia soc. a r.l. (link) Cividale (UD) costituita nel 1971 ed impegnata in servizio antincendio dagli inizi degli anni ’90
  4. E+S Air Unipersonal s.r.l. (link) – Salerno (SA)

Possiamo dire che la composizione è perfetta: troviamo nella compagine della ATI la società inglese, la società campana che gode di una flotta di n. 4 elicotteri per piccoli interventi, e due società che godono di un ampio parco mezzi che distano a circa un migliaio di Km di distanza.

Partendo da questa innegabile proporzione, quindi, vi è un nesso logico direttamente proporzionale: PIU’ INCENDI SI SVILUPPANO E PIU’ GUADAGNANO LE SOCIETA’ PRIVATE che si occupano di coadiuvare i mezzi dello stato in condizioni di particolari difficoltà.

Lascio a voi la formulazione delle più fantasiose ipotesi all’italiana in uno scenario del genere. Sarebbe un pò come dire “più rifugiati arrivano sulle nostre e più soldi vanno stanziati e spesi, quindi più ci indebitiamo e più abbiamo bisogno di chiedere flessibilità nei conti pubblici” un piano perverso e malefico, fino al punto di insospettire al riguardo del fatto che forse qualcuno potrebbe avere degli interessi a mandarli e qualcun altro degli interessi a non prendere provvedimenti per fermarli, proprio come nel caso degli incendi boschivi.

Dagli eventi storici abbiamo ormai imparato che quando lo Stato non interviene oppure lo fa poco efficacemente è perchè nei fatti d’interesse ci sono proprio pezzi di Stato coinvolti tramite accordi internazionali.

Per capire tuttavia di cosa stiamo parlando, andiamo ad esaminare un estratto del bando di aggiudicazione:

“l’importo a base d’asta è di € 5.266.900,00 IVA esclusa di cui:

€ 5.258.400,00 (IVA esclusa) soggetti a ribasso

€ 2.757.600,00 (elicotteri monomotori)

€ 2.500.800,00 (elicottero bimotore)

€ 8.500,00 (IVA esclusa) non soggetti a ribasso Oneri Sicurezza (come da DUVRI)

Successivamente in data 25 Maggio 2017, la Giunta della Regione Campania che già prevede un’estate con molti roghi, stanzia – fuori sacco – ulteriori 15.000.000 per l’antincendio boschivo. (avete letto bene 15 milioni di euro).

Non dimentichamo alla fine di sommare le migliaia di ore di volo addebitate allo Stato dalle società private. Rendicontazioni per le quali in passato sono state anche svolte delle inchieste che anno appurato come in assenza di incendi venissero imputate a costo, truffando lo Stato ed i Cittadini.

Forse preso atto che il sistema di truffa mediante addebito di ore non prestate era stato scoperto, i portatori d’interessi si sono visti costretti effettivamente a doversi confrontare con scenari concreti.

E così di deroga in deroga, l’importo ed business lievita fino a raggiungere proporzioni astronomiche.

di Maverick F.A.

 

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