Guerra Economica 4.0: l’Italia favorita ad ospitare la prossima base militare Cinese

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Il terminal Cinese della nuova via della seta è previsto in Italia

Dopo Gibuti toccherà a noi ospitare la seconda base militare cinese a presidio della mega infrastruttura

I Cinesi favoriscono l’occupazione e gli affari prevalentemente con altri Cinesi, è una regola etica e sociale caratteristica del popolo asiatico, giusta e condivisibile. Avendo investito ingenti capitali per la realizzazione del mega porto di Gibuti e di tutte le infrastrutture annesse, i Cinesi preferiscono affidare il presidio e la sicurezza al proprio esercito, mettendo il cappello militare alle proprie opere di colonizzazione economica.

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Insediare una base militare in uno stato terzo anche se su un’infrastruttura propria su suolo straniero ha un alto valore simbolico e psicologico che gli addetti ai lavori conoscono molto bene.

Ma forse questo non interessa ai nostri politici che si sono lasciati persuadere chissà con quali mezzi e con quali promesse dallo svendere quel che resta della manifattura e delle infrastrutture italiane. A Pechino infatti, girano strane voci sui figli di noti politici italiani del PD che conducono vite lussuose, inseriti nelle governance di società cinesi.

Oltre l’indecenza:  i soldi dei contribuenti italiani finanziano i progetti cinesi in Italia.

In pratica gli operai e le aziende stanno finanziando la propria fine.

Il gruppo italo-cinese 4C3, costituito dalle società 3Ti Progetti Italia ed E-Ambiente e guidato da China Communication Constructions Company Group (CCCG), quinto general contractor mondiale, si è aggiudicato la progettazione definitiva del sistema portuale offshore-onshore di Venezia, che comprende la piattaforma d’altura al largo di Malamocco e un terminal container che sorgerà in area Montesyndial a Porto Marghera.

Il progetto prevede la connessione con 4 terminal di terra: Montesyndial (Marghera), Chioggia, Mantova e Porto Levante. Il trasferimento dei container dalle navi oceaniche a terra sarà organizzato con speciali navi autoaffondanti – chiamate “Mama Vessel” – appositamente studiate per Venezia capaci di dimezzare i tempi di percorrenza tra la piattaforma offshore e i terminal a terra.

Il terminal offshore sarà in grado di movimentare circa 1,04 milioni di container, mentre il terminal onshore a Porto Marghera (area Montesyndial) ha capacità di movimentazione pari a 1.57 milioni di container (Teu).

Il valore complessivo dell’opera, da realizzarsi in partenariato pubblico-privato, è oggi stimato in 2.1 miliardi di euro che comprendono sia i lavori civili, sia l’equipment che il terminal energetico. Dell’investimento totale si ipotizza un contributo a carico dello Stato erogabile solo a fronte di un investimento privato di pari o superiore entità.

In Italia i maggiori azionisti del progetto cinese, oltre al Governo in carica sono Francesco Rutelli e Romano Prodi e qualche residuo europarlamentare nemmeno degno di nota.

Il Partito Democratico da anni cerca di aprire le porte ai cinesi, consapevoli del fatto di non essere in grado di generare reddito, occupazione e ricchezza per la Nazione, hanno preferito lasciarsi conquistare e sottomettere dai capitali esteri.

Rutelli a capo del Think Thank denominato Forum Culturale Italia Cina si è dovuto reinventare un lavoro avendo terminato non egregiamente la carriera di sindaco e politico. Si sa, in Italia ognuno si arrangia come può. E poco conta se per farlo svendiamo pezzi di paese, creiamo disoccupazione e gettiamo le fondamenta per la destabilizzazione economico sociale.

Se gli Inglesi che storicamente hanno primeggiato a livello mondiale in strategie d’intelligence hanno revisionato ed invertito il processo di globalizzazione, se il nuovo governo americano ha deciso di intraprendere un percorso di tipo protezionistico, ci sono dei gravi nonchè validi motivi che la sinistra italiana farebbe bene a prendere in considerazione prima di esplodere portandosi dietro quel che resta dell’Italia

La cosa più inquietante è che lo stesso Rutelli è stato anche presidente del Copasir, dove certe cose non puoi non saperle o peggio ancora fingere in tal senso.

Prodi ci stava lavorando già dai primi anni 2000 alla svendita cinese. All’epoca infatti riuscì a piazzare in funzione di Jumper il figlio Giorgio Prodi nell’Osservatorio Asia, società che cura i rapporti con il colosso dell’Est, guidata dall’ex Iri Forchielli.

Il mortadella non è nuovo a questo tipo di sabotaggio a danno della Patria, si era già distinto in precedenza negli anni della guerra fredda con la Russia e successivamente facendo carte false per traghettare l’Italia nell’inferno europeo, ben sapendo il disastro che avrebbe creato.

L’unico leader politico che in Italia critica apertamente la colonizzazione Cinese e non si è lasciato sedurre dal sonante Yuan è Matteo Salvini. Vedremo nel programma per le prossime politiche quali misure proporrà la Lega per la protezione delle imprese italiane.

I Cinesi hanno rivoluzionato il settore della colonizzazione e della Guerra Ibrida.

Lo storico meccanismo di invasione, conquista e sottomissione economica utilizzato come standard da tutte le grandi potenze è stato archiviato.

Fino a pochi anni fa, le conquiste avvenivano sempre mediante la forza militare, alla quale poi succedeva l’innesto di un “governo artificiale amico”, finalizzato allo sfruttamento economico, valutario e commerciale dello Stato Colonia.

Dunque il raggiungimento della pace apparente del popolo anestetizzato dai mass media che nel frattempo è stato collegato ad una flebo invisibile e silenziosa dissangua lo Stato malcapitato. Questa emorragia in Italia è ha raggiunto il picco ed il declino economico sociale a breve sarà irreversibile.

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Le nazioni che utilizzano l’euro, eccezion fatta per la Germania, rientrano in quest’ultima fattispecie. Poveracci! Abbiamo rinunciato alla possibilità di stampare moneta, al contrario di quello che hanno fatto i Cinesi per un ventennio per potersi permettere fare shopping nel mondo.

Per rendere l’idea dell’emorragia in corso e del gravissimo errore commesso, basti pensare che in Italia il rapporto tra aziende acquisite all’estero e quelle cedute invece è di 10 a 1.

Questo significa che per ogni azienda che l’Italia acquisisce all’estero ne perdiamo 10.

I Cinesi invece si sono accorti grazie alla Guerra Economica sono liberi di conquistare e sottomettere qualsiasi Nazione e sistema economico senza destare clamore o sospetto in quanto il livello di guardia in questo settore è sempre stato molto basso.

Pechino caratterizza la base militare come struttura logistica, Secondo i mass media cinesi, la base in Africa consentirà alla Cina di svolgere meglio i loro pattugliamenti nelle acque al largo delle coste della Somalia e dello Yemen, nonché rispettare gli obblighi umanitari internazionali. 

Ma sappiamo tutti, Popolo Cinese in primis che non è e non sarà mai questo il vero motivo. Con la scusa degli obblighi umanitari e del pattugliamento, la sorveglianza e lo spionaggio cinese sarà esteso a tutti i transiti nello stretto dello Yemen, che è bene ricordare l’unico accesso via mare al Canale di Suez che porta al mediterraneo e all’Europa.

Maverick F.A.

 

 

 

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