Il piano nascosto di Macron dietro il ricatto di STX France

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Il vero obiettivo della Francia dal 2010 è sempre stata la Libia, il Presidente Francese intende ricevere concessioni e conquistare terreno utilizzando gli interessi Italiani come arma di ricatto al fine di aumentare l’area d’influeza nello Stato nordafricano della Libia.

Gli oggetti del desiderio Francese sono le maggiori riserve petrolifere africane che giacciono nel sottosuolo di questa nazione, le riserve di gas naturale e l’immensa riserva di acqua fossile della falda danubiana

La lingua francese è l’idioma della diplomazia e propio nei rapporti diplomatici che questa nazione riesce sempre ad ottenere ottimi risultati ricorrendo all’esperienza centenaria di abili tessitori di intrighi, rapporti ed interessi economici.

Ciò che inoltre ha contribuito in modo rilevante  a far salire alle stelle il nervosismo francese, è stata la verifica del Governo Italiano sull’assunzione di coordinamento e controllo di Vivendi su Tim, inevitabile dato il gioco sporco di Bollorè.

Ci sono in ballo questioni di sicurezza nazionale, in quanto Telecom Sparkle è proprietaria di un’enorme rete di telecomunicazioni internazionali ad altissima capacità. Stiamo parlando di circa cinquecentomila Km di fibra ottica che fanno il giro della terra, utilizzati anche dai servizi segreti di parecchi paesi data la loro affidabilità, unica al mondo.

Sulla rete di Telekom Sparkle, tanto per dire, gira l’80% del traffico internet di Israele.

E nei suoi hub in Italia, come quello in Sicilia, sono insediati direttamente i server dei giganti dell’online, come Google, che li utilizza per gestire il traffico in tutto il bacino del Mediterraneo

Lo Squalo Bollorè, quindi, da abile giocatore di scacchi ed essendo disposto a tutto per prendere il controllo del colosso delle telecomunicazioni ha disposto la nomina dell’ex Ufficiale dell’Esercito Israeliano Amos Genish quale Direttore Operativo di TIM.

Possiamo definire questa nomina come una “nomina lubrificante” in quanto, nella mente di Bollorè sarebbe servita ad agevolare lo scivolamento degli interessi francesi al posto giusto, confidando sul livello d’influenza che sarebbe in grado di esercitare Israele in Italia su questioni attinenti la sicurezza, anche in considerazione del fatto che in questo caso avrebbe tutti gli interessi di inserire un proprio uomo a capo di una società che gestisce l’80% del traffico Internet di Israele.

Ma spesso non è tutto come sembra e la regola vale anche per Vincent che dovrebbe rendersi conto che le strategie aggressive francesi ormai superate e caratteristiche della sua generazione alimentano gli ostruzionismi e la diffidenza delle controparti, azioni inutili di protagonismo come quella di farsi mettere a disposizione un proprio ufficio nell’Eliseo accanto al Presidente Francese.

La strategia del ricatto parallelo finalizzato alla contrattazione sull’affaire libico non è farina del sacco di Emmanuel Macron.

Il presidente francese è soltanto un portavoce, l’interfaccia di un sistema di potere finanziario verso il quale deve farsi portatore d’interessi. Potenti gruppi bancari che stanno sfruttando l’ultima vera ondata mondiale di guadagno sul petrolio.

Il sistema di controllo del nuovo governo francese consepevole del fatto che Macron è solo un attore, un volto spendibile che non possiede competenze ed esperienze necessarie per competere con i Big mondiali, gli ha piazzato al finaco un Tutor che svolge anche le mansioni di cane da guardia.

Stiamo parlando Jean Pisani-Ferry, classe 1951 già consigliere economico di Macron durante la campagna presidenziale ed attualmente Commissario Generale per la Pianificazione Politica Francese e Strategie di Prospettiva, in pratica colui che dice al presidente cosa fare, quando, ed in che modo, in pratica il burattinaio.

Con una formazione rigidamente francese ha operato in Think Thank che si interessavano di approvvigionamenti energetici e strategie d’influenza democratica transnazionali – guardacaso proprio negli anni in cui persuasero la Clinton a dichiarare guerra e distruggere la Libia.

Quest’ultima in quel momento rappresentava un pericolo perchè i francesi erano allarmati dagli alti indicatori di sviluppo umano che aveva raggiunto la nazione, da un reddito pro-capite medio alto e dall’accesso all’istruzione primaria e secondaria fino al raggiungimento del 47% della terziaria. In Libia vi trovavano lavoro circa 2 milioni di immigrati africani e favoriva con la sua governance la formazione di organismi indipendenti dell’Unione Africana.

Nell’ottica francese una bestemmia per uno stato africano tra l’altro islamico.

Questi dati insomma hanno rappresentato un campanello d’allarme per i francesi che lavorando in prospettiva – a differenza degli italiani – hanno pensato che sull’esempio della Libia – visto la forte influenza esercitata da quest’ultima sugli altri stati africani – questi ultimi avrebbero potuto evolversi ed aspirare all’indipendenza, decretando l’inizio del “risorgimento africano” e la conseguente fine dello sfruttamento e la sottomissione da parte dei colonizzatori occidentali.

Al fine di completare il quadro, occorre precisare che in Libia nel 2011 in piena guerra sbarca la Rothschild Bank, al fine di dare esecuzione alla confisca di un capitale di 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici spartiti tra Stati Uniti e Francia.

Coincidenza: propio all’interno della Rothschild Bank – che controlla tutte le banche del mondo – Emmanuel Macron ha fatto carriera fino alla presidenza.

La Francia dunque, finge di non aver ancora imparato la lezione sulle colonie e del prezzo che ancora sta pagando, o forse pensa che grazie alla guerra economica ed alle guerre ibride non convenzionali possa questa volta farla franca?

Tornando a Jean Pisani-Ferry è bene ricordare che la sua formazione sugli studi strategici è stata completata nei seguenti Think Thank: BrueghelJack Delors Insitute; Berggugen Institute – con la carica di membro per il consiglio per il futuro dell’Europa; Peterson Institute for International Economics .

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Alcuni dei lavori partoriti da questi Think Thank dei quali Jean Pisani fa parte si intitolano: Democrazia Deliberativa Transnazionale, oppure Competizione, Cooperazione e Solidarietà della Politica Energetica Europea (entrambi della Jack Delors Institute), invece per quanto riguarda Brueghel, troviamo lavori come I Think Thank di Bruxelles persistono con la segretezza dei loro fondi, in questo lavoro è da notare che si accusa la Exxon Mobile di finanziare gli scettici dei cambiamenti climatici, addirittura un intero capitolo è dedicato a come i fondi della Exxon Mobile contrastano le politiche climatiche europee – “Exxon-Mobil: oil dollars against EU climate policies”, altri lavori sono: Think Thank Europei e l’Unione Europea; Revisione dell’Impatto del lavoro di Brueghel etc.

Possiamo quindi notare come questa netta inversione di tendenza, così radicale nella filosofia e nell’approccio del Commissario Generale di Macron sia dovuta solo ed esclusivamente al cambio del presidente USA, sostenuto proprio dai gruppi verso i quali il Commissario Jean Pisani remava contro.

Il passato di questi soggetti quindi oltre ad essere una chiave di lettura delle dinamiche relative alle strategie odierne, potrebbe tornare molto utile a chi di strategia se ne intende ed ha fatto dell’intelligence il proprio mestiere.

Per renderci conto di cosa possono fare i Think Thank e dove possono arrivare basta osservare il grafico di analisi creato dalla FAS Research.

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Ma qual’è la funzione specifica dei Think Thank?

Per rendere l’idea, sono una specie di ONG che si occupano di studi strategici e di politica, potremmo classificare le prime come il braccio operativo e le seconde come la mente di organizzazioni sovra-nazionali.

In Italia, dalla fine del bipolarismo al fallimento del tentativo di instaurare un terzo polo centrista, stiamo assistendo al fallimento della politica e della sua classe in un clima di pluripartitismo dove regna il caos e la confusione a danno dell’indirizzo strategico di medio e lungo termine per il Paese con gravi ripercussioni sul sistema economico sociale.

I Partiti, snaturati dalla loro funzione di aggregazione e formazione politica hanno generato un vuoto che ha fatto sì che la condivisione di idee sulla “cosa pubblica”, tratto caratteristco proprio dei partiti, necessitasse di una nuova “casa”.

Per rispondere a questa esigenza negli anni stiamo assistendo alla crescita dei Think Thank, fondazioni e associazioni politiche.

Sono strutture accomunate dalla presenza di politici negli organi apicali, dal desiderio di divenatare dei forum in cui discutere e formare una nuova classe politica e dalla volontà di instaurare dei processi di policy making.

Policy Making, avete letto bene, quindi in queste sedi vengono assunte strategie e decisioni rilevanti.

La scena politica quindi non vede più i partiti come attori unici. Nuovi protagonisti che sono storicamente rimasti fuori dai radar dell’attenzione pubblica, iniziano ad avere un ruolo sempre più centrale.

Soggetti giuridici che, non avendo gli stessi obblighi di trasparenza dei partiti, agiscono in un campo non normato.

La cosa che più stupisce è che la Stessa Commissione Europea già struttura sovranazionale, abbia deciso di dotarsi in un proprio Think Thank denominato European Political Strategy Centre

The European Political Strategy Centre (EPSC) is the European Commission’s in-house think tank, established in November 2014 by European Commission President Jean-Claude Juncker, and operating directly under his authority

In January 2017, the EPSC was awarded the title of ‘Best New Think Tank 2016’ by the authoritative Think Tanks & Civil Societies Programme (TTCSP) of the University of Pennsylvania, in its prestigious ‘2016 Global Go To Think Tank Index’, which covers over 6,800 think tanks.

In estrema sintesi, dunque, possiamo tranquillamente intuire che la creazione di sovra strutture nazionali come l’Unione Europea che possono intervenire direttamente nei sistemi legislativi hanno generato delle profonde e gravi distorsioni democratiche.

Queste sovra strutture hanno solo scopo di rendere inefficienti i sistemi governativi dei paesi membri. La prova consiste nel fatto che le stesse istituzioni europee sono inefficienti e non hanno potere decisionale, tanto che si è avvertita la necessità di spostare i centri decisionali presso think thank esterni.

Prove tecniche dunque per il nuovo Governo Mondiale, dove troviamo al vertice organizzazioni come la Commissione Trilaterale e ad un secondo livello i Think Thank che si occupano di propaganda e diffusione del verbo dei primi.

Se questa è la seconda fase del programma per il nuovo ordine mondiale, possiamo tranquillamente affermare che la terza fase sarà quella più incisiva ed operativa che si occuperà di entrare direttamente nella vita delle persone.

In Italia la terza fase è solo rimandata.

Infatti stava già accadendo con la riforma costituzionale voluta da Renzi – prestanome della trilaterale – che però non avendo studiato corretamente la storia ed essendosi dedicato soltanto alle strategie disinformative macchiavelliche, ha omesso di ricordare che il popolo italiano ha già sofferto una dittatura ed una soppressione dello stato democratico soltanto due generazioni fà.

Questo significa che con un solo salto generazionale non ancora è stato possibile cancellare del tutto l’istinto protettivo italiano verso le istituzioni democratiche, cosa che invece potrebbe tranquillamente accadere con la prossima generazione se non con la successiva.

Questi calcoli scientifici furono eseguiti anche da Hitler, il quale aveva affermato che se fosse riuscito a prolungare la vita del Terzo Reich ad una generazione nata e completamente immersa nel nazionalsocialismo avrebbe dato vita ad una generazione perfetta senza distorsione ideale pronta a sacrificarsi completamente per la Germania.

di Maverick F.A.

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