Il nuovo incarico di George Soros: arruolato dall’Unione Europea per sopprimere la libera informazione

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Casualmente il primo sito ad essere stato attaccatto e contrassegnato come “disinformazione russa” è stato propio Gefira.org che da anni denuncia il dubbio operato delle ONG.

L’iniziativa più macabra dell’Unione Europea: registrare il dissenso come “propaganda russa” sotto la direzione di Soros

La Russia è il capro espiatorio preferito per l’establishment europeo per deviare l’attenzione sui propri fallimenti

Fin dalla vittoria della Brexit e Trump, l’élite europea ha cercato regolarmente di collegare il malcontento dei cittadini con “disinformazione russa”, “hacker” o “troll”, invece di guardare alle proprie becere politiche sociali.

Mentre negli Stati Uniti questo fenomeno ha assunto la forma di una “caccia alle streghe” contro l’amministrazione Trump, nell’UE ha assunto la forma di una black list dei media che non si mostrano attivi ed entusiasti nell’attività di conflitto con la vicina Repubblica Federale Russa.

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Con la scusa dello scopo ufficiale di contrastare la “disinformazione proveniente dalla Russia”, la European Union External Action ha creato, sempre a spese dei contribuenti, un Team di censura che ha ufficialmente compiti di “revisione della disinformazione”(1) con aggiornamenti settimanali sulle “notizie false” e sui siti web che le pubblicano.

Questo Team Europeo ha ufficialmente redatto un elenco nel quale sono censiti ricercatori e giornalisti ritenuti disonesti perché non allineati con le notizie che l’establishment ordina di pubblicare. E’ bene ricordarlo, i soggetti indicati in questi elenchi non sono stati notificati da nessuno.

I furbi di Bruxelles hanno indicato a piè di pagine dell’elenco un piccolo disclaimer (dichiarazione di esclusione responsabilità) che afferma che “la revisione della disinformazione non può essere considerata una posizione ufficiale dell’UE“.

Eppure è stato creato dal Consiglio europeo, fa parte del “servizio diplomatico” ed è finanziato dallo stesso, utilizza i suoi simboli e gli indirizzi istituzionali. Quindi, fa parte dell’UE e non rappresenta la sua posizione ufficiale?

La dichiarazione sembra essere stata fatta per lo scopo di respingere in modo disonesto le perplessità sollevate dai cittadini comunitari che hanno avuto modo di constatare che effettivamente molte notizie contrassegnate come disinformazione, in realtà non lo erano. Questo è stato testimoniato successivamente dagli eventi.

Parliamo quindi di comunicazione eseguita mediante canali istituzionali e con fondi pubblici che viene disconosciuta e per la quale la stessa U.E. non si assume oneri e responsabilità. La verità è che la Commissione Europea è consapevole che il lavoro eseguito dal Team Censura è falso e non può assumersi gli oneri legali per eventuali danni d’immagine o risarcimenti per la vera disinformazione messa in atto dalle Istituzioni Comunitarie che hanno causato in tutta l’Unione ben 20 milioni di disoccupati.

Quando al popolo manca lavoro e soldi ma i PIL Nazionali non si sono discostati molto dagli usuali valori, vuol dire che qualcun’altro a livelli superiori sta canalizzando la ricchezza in altre direzioni.

Dunque in tale atteggiamento non si addice di certo ad un’istituzione comunitaria che si è arrogata il diritto di promulgare leggi che negli ordinamenti nazionali si pongono a livelli superiori. Questo tipo di azioni rafforzano solo un’immagine negativa della fallita Unione Europea.

Organizzando la lista dei nomi, così come accadeva durante la dittatura nazista, l’Unione Europea assume in tutto e per tutto un atteggiamento di Regime Autoritario in violazione dello stato di diritto e della libertà  di espressione.

Poiché la libertà di stampa è la base di una democrazia affidabile, l’Europea Union External Action con quest’azione sta proprio lavorando contro i valori fondanti dell’Unione.

La cosa grave è che non esiste un quadro giuridico in cui i testi redatti a livello comunitario siano giudicati e non esistono standard oggettivi.

L’EU External Action ha arbitrariamente contrassegnato articoli che non amano, come attività disinformativa.

I gruppi inseriti nell’elenco come truffatori non vengono notificati e non hanno alcuna opportunità di difesa o di giusto processo.

I ricercatori ed i giornalisti sono ritenuti colpevoli senza prova e non hanno il diritto di presentare una denuncia o un ricorso.

Le organizzazioni che hanno un obiettivo politico e sono finanziate dall’esterno dell’Unione Europea sono tra le liste dei cosiddetti 400 esperti.

Gefira.org ha appreso dagli elenchi pubblicati che l’analisi sulle attività delle ONG nel Mediterraneo è stata classificata come la notizia “disinformazione russa” riportata nel dicembre 2016)

Gli amministratori del sito Olandese hanno dichiarato di voler affrontare per le vie legali il problema, anche in considerazione che da dicembre il caso è diventato nazionale e successivamente internazionale. I recenti eventi hanno visto la nave Iuventa della ONG Jugend Rettet sequestrata come prova dei contatti con i contrabbandieri e di come il salvataggio in mare – in situazioni di pericolo – non avvenga quasi mai. Questo significa che tali attività non possono essere classificate come salvataggio, ma semplicemente contrabbando.(3) Dunque, l’analisi di Gefira.org è stata corretta.

Allora perché sono stati segnalati? Cosa c’entra la Russia? Niente. La connessione è altrove.

Gefira.org ha scoperto che la segnalazione è partita da un’organizzazione chiamata Kremlin Watch, che fa parte dei Think-Thank europei.

Le ricerche sui finanziamenti dell’organizzazione hanno permesso di constatare che tutti i fondi provengono da George Soros e le sue Open Foundation che sono fortemente coinvolti nella crisi dei migranti con una vasta rete internazionale di ONG(4) e bloccati in una guerra personale contro la Russia.

Cospirazione? Non proprio. La Fondazione Open Society è stata segnalata come uno dei principali finanziatori dei Think-Thank che promuovono i cd. “valori europei“(5) Tra gli altri, la stessa Commissione Europea.

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(nella foto il miliardario speculatore George Soros con la giovane moglie)

Non è nemmeno la prima volta che Gefira.org viene attaccata personalmente dall’agente di George Soros. Constanza Hermanin, ex dirigente senior e blogger di Open Society per Huffington Post, ha anche cercato di nascondere il contrabbando delle ONG e classificarne la pubblicazione come “notizie falso filo-russe”. (6)

Tornando all’elenco, ci sono tre collaboratori regolari. East Stratcom Network, parte dell’UE External Action, la già citata Kremlin Watch e infine un sito ucraino chiamato “StopFake“, ancora una volta supportato, non è chiaro come, da Open Society Foundations.7)

Le relazioni riguardano normalmente i media russi come TASS, Sputnik, RT. Lo stesso numero no. 52 elenca anche ZeroHedge per ribadire la critica di Ron Paul sulla crociata “falsa notizia”, ​​e quella di Paul Craig Roberts.

Nella “versione Soros” dei valori europei, la critica ed il dibattito democratico sono notizie false! I problemi passati includono l’outlet conservatore Breitbart (8) e anche The Guardian. (9)

È anche piuttosto interessante notare come il sig. Soros interpreti i “valori liberali” europei.

La stampa libera è normalmente contrassegnata in chiave unica, eppure Soros vuole erigere un muro di proibizione verso chiunque sia in disaccordo con lui e le istituzioni europee. Un principio chiave liberale europeo dovrebbe essere il giusto processo.

Soros e la sua ONG Kremlin Watch sono contemporaneamente giudice ed esecutore come in dittatura. Quindi ci chiediamo a che cosa serva a questo punto e per chi sia utile l’Unione Monetaria Europea (perché solo di questo si tratta), per il popolo o per i suoi oligarchi finanziari?

Cosa può spingere un finanziere-banchiere ad utilizzare metodi da servizi segreti per manipolare l’opinione pubblica in questo modo balordo?

Forse Israele e l’Ungheria hanno ragione: il signor Soros è una minaccia alla democrazia (10)

10-14-george-soros-and-the-men-of-conspiracy

Riferimenti

  1. Home Page, eu.
  2. Disinformation Review Issue no.52, page 1, External Action 2016-12-20.
  3. Migranti, sequestrata la nave della ong Jugend Rettet. Procura Trapani: “Ha fatto trasbordi senza pericolo imminente”, Il Fatto Quotidiano 2017-08-02.
  4. Soros sponsored immigration network in Italy, Gefira 2017-07-1
  5. Annual Report 2015, European Values.
  6. Perché la questione delle ONG nel Mediterraneo sembra una fake news architettata da siti esteri, Huffington Post 2017-05-18.
  7. Understanding Ukraine, Open Society Foundations 2015-02.
  8. Disinformation review issue no. 53, EU External Action 2017-01-12.
  9. Disinformation Review, EU External Action 2016-03-15.
  10. Israel backs Hungary, says financier Soros is a threat, Reuters 2017-07-10.
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