MarketWatch promuove la moneta parallela di Berlusconi

Il baratro valutario

Gli altri stati europei non vogliono la ripresa italiana per continuare a saccheggiare il belpaese con i complici dall’interno

I presupposti per un ricorso

Dunque, se la proposta di Berlusconi è stata Bocciata, perchè la Repubblica Ceca detiene due valute (euro e corona) e quest’anno ha sganciato il cambio dalla moneta unica?

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La Commissione europea ha bocciato senza se e senza ma la proposta di Silvio Berlusconi di introdurre in Italia una moneta parallela all’euro per cercare di rilanciare i consumi.

Sarebbe contraria alle regole europee se ci fosse «l’obbligo legale di pagare o accettare pagamenti» in questa valuta anche solo a livello nazionale, ha tagliato corto Alexander Winsterstein, portavoce della Commissione. «L’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea specifica che le banconote dell’euro emesse dalla Bce e dalle banche centrali nazionali devono essere le sole banconote di questo tipo ad avere lo status di valuta legale all’interno dell’Unione», ha spiegato un altro portavoce di Bruxelles.

La propostadell’ex presidente del Consiglio ha però trovato un estimatore nel celebre giornalista finanziario britannico Matthew Lynn, che ieri sul sito MarketWatch ha scritto che se l’idea decollasse, «l’Italia potrebbe rapidamente diventare una delle più attraenti economie del mondo».

Lynn ricorda lo stato penoso dell’economia italiana, dalla disoccupazione giovanile al 35% alla povertà in crescita. C’è poi il debito pubblico salito al 133% del pil, ma «non perché il governo sia particolarmente stravagante, ma perché è quello che succede in un’economia a crescita zero».

Vero, quest’anno l’Italia sta andando un po’ meglio, ma un incremento pil di poco superiore all’ l % dopo anni di recessione e la spinta di oltre 2 mila miliardi di liquidità immessa dalla Bce «è un po’ difficile da festeggiare».

Secondo Lynn la moneta parallela avrebbe successo perché l’economia statale, dove inizialmente verrebbe usata, conta per il 40% del pil italiano. Supponendo una sua forte svalutazione nei confronti dell’euro e che la maggior parte dei salari venga pagata nella nuova valuta, ci sarebbe un’immediata svalutazione competitiva nei confronti degli altri Paesi della zona euro.

Lynn è convinto che i prezzi verrebbero fissati in entrambe le valute, come spesso succede nelle zone di confine e questo provocherebbe una fiammata inflazionistica della moneta parallela. Ma ben presto la situazione si riequilibrerebbe perché la svalutazione farebbe aumentare la competitività dell’Italia, riportando così la crescita economica. Le grandi aziende potrebbero continuare a usare l’euro anche sul mercato interno così come i mercati finanziari. Ma è molto probabile che l’euro uscirebbe gradualmente dalla vita quotidiana degli italiani.

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