Una guerra inevitabile: Kim Jong-un stava per essere assassinato dai servizi cinesi, ora è in cerca di vendetta

Il genio Obama, oltre a svendere gli USA alla Cina, con Xin Jinping avevano architettato un piano per far salire al potere il fratellastro di Kim Jong Un, tale Kim Jong Nam successivamente assassinato all’aeroporto di Kuala Lumpur

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Kim Jong Un è un pazzo? Non proprio… voi come avreste raeagito alla notizia che il vostro miglior amico cinese stava progettando di assassinarvi con il supporto della CIA per far salire al governo il fratello scemo?

 

Come la storia ci insegna, i piani di destabilizzazione andati male portano con se conseguenze gravissime che deviano per sempre il corso della storia, risolvibili con un intervento armato. Lo abbiamo visto già accadere in Iran, in Afghanistan, a Cuba… etc.

il 21 agosto 2012 Jang Sung-thaek, zio e tutore di Kim da pochi mesi al potere, andò a Pechino a rapporto dall’allora presidente cinese Hu Jintao. Zio Jang aveva una proposta: deporre l’inaffidabile Kim e sostituirlo con il fratellastro Kim Jong-nam.

Un colpo di palazzo a Pyongyang con la benedizione dei cinesi. Il fratellastro viveva da tempo tra Macao e Pechino «tenuto di riserva» dai servizi cinesi. Hu prese tempo, erano i giorni già drammatici che precedevano il 118° Congresso del Partito Comunista che doveva incoronare Xi Jinping.

 

 

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Quella conversazione fu intercettata da Zhou Yongkang, membro del Politburo di Pechino e capo dell’apparato di sicurezza che avendo svariati interessi – anche commerciali nel Paese vassallo, informo Kim Jongun.

Il progetto saltò – precisa l’agenzia nipponica Nikkei -, ma pochi mesi dopo finì la carriera di Zhou, arrestato per ordine di Xi e condannato all’ergastolo per corruzione e «rivelazione di segreti statali». Nessuno ha mai spiegato quali fossero quei segreti naturalmente, ma ora il sospetto è forte.

Pochi mesi ancora e a fine 2013 si concluse anche la carriera e la vita di zio Jang: arrestato in pubblico e fucilato. Il fratellastro Kim Jong-nam è morto a febbraio, ucciso da veleno chimico spruzzatogli in faccia all’aeroporto di Kuala Lumpur.

Ora, secondo alcune indiscrezioni, questo è stato il secondo tentativo. Già nel 2012— ossia lo stesso anno della manovra cinese – Pyongyang avrebbe invitato il fratellastro a rientrare e, davanti all’ennesimo rifiuto, avrebbe cercato di eliminarlo. Da quel momento i servizi del Nord avrebbero accresciuto la sorveglianza su Kim Jong-nam temendo che fosse sempre al centro di manovre appoggiate dall’esterno, magari con intromissioni – con piani separati – di Pechino, Tokyo, Washington.

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Cheng Xiaohe, professore dell’università Renmin non ha dubbi: la Nord Corea ha voluto rovinare l’atmosfera del vertice e «questo conduce la crisi a un nuovo stadio». Ma c’è un altro fatto, forse la sfida più grande. Domenica 21 maggio Kim ha osservato la prova di un Pukguksong-2.

Sul missile era stata collocata una telecamera che ha trasmesso immagini della terra. Analizzandole gli esperti si sono resi conto che l’occhio elettronico sul vettore inquadrava a lungo il territorio verso Ovest: la Cina.

Si vedeva nitidamente la penisola di Liaodong, con le città di Dalian e Lushun. «Si sarebbe vista anche Pechino se quel giorno non ci fossero state fitte nuvole», dice una fonte.

Il messaggio sembra chiaro: «Kim vuole minacciare anche Xi Jinping». Dice al Corriere il professore della Renmin Shi Yinhong, che è anche consulente del governo: «Non solo quel filmato ha fatto conoscere l’ostilità nordcoreana nei confronti della Cina, ci sono molti altri esempi che non posso citare. Anche se al momento non vediamo una minaccia militare diretta, il rischio è che la Nord Corea diventi un nemico permanente della Cina». A quel punto, il piano che fu di zio Jang potrebbe tornare sul tavolo di Xi, sempre che sia mai stato tolto.

Dunque a punto si è giunti ad un bivio: o la Cina accetterà i ricatti Nord Coreani e contribuiranno a farla crescere economicamente ed industrialmente portandola nel giro di un ventennio ad una minaccia per gli USA paragonabile all’Iran, oppure troveranno un sistema per neutralizzare il leader nord coreano – che è ai massimi livelli di guardia – consapevole che tutti vogliono vederlo chiuso in una bara.

Providentia_H

 

 

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