DOHA AGGIRA ISOLAMENTO, AL VIA NUOVE ROTTE MARITTIME

LE FALLIMENTARI SANZIONI ECONOMICHE SONO PROPEDEUTICHE ALLA CREAZIONE DI NUOVI E IMPREVEDIBILI E PERICOLOSI ASSET GEOPOLITICI

Nei confronti della Russia sono servite esclusivamente ad avvicinarla alla Cina ed a incrementare le relazioni con gli altri Paesi del BRICS. Nei confornti della Corea del Nord non hanno sortito alcun tipo di risultato in quanto commercialmente –  in termini di export – è sostanzialmente quasi ferma, elevando unicamente le tensioni internazionali. Nei confronti del Qatar anche se applicate indirettamente hanno incentivato lo sviluppo di reti commerciali e relazionali parallele, proprio con le nazioni antagoniste della NATO. Nei confronti di Cuba – sanzioni ormai storiche – hanno spinto Raul Castro alla prima occasione utile a sostenere Russia, Venezuela e nazioni strategicamente antagoniste agli USA (Cina compresa).

Quindi a cosa servono in realtà le sanzioni economiche? Perchè sono lo strumento preferito del Partito Democratico USA?

Semplice. In considerazione del fatto che il Partito Democratico americano ha agito e agisce a tutela degli interessi Cinesi che erodono senza sosta il PIL Americano, sottraendo capacità produttiva, occupazione ed acquistando quote sempre maggiori del debito pubblico USA, si è avvertita la necessità di costringere i mercati titolari di scambi commerciali appetibili a dirottare i flussi commerciali verso il mercato a stelle e strisce.

Possiamo quindi immaginare come molte conflittualità siano state artificialmente create proprio al fine dell’applicazione delle sanzioni economiche con la conseguente deviazione degli scambi commerciali connessi.

LA CAPACITA’ DI RESILIENZA ODIERNA DEGLI STATI SOTTOPOSTI A PRESSIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI E’ DI GRAN LUNGA SUPERIORE RISPETTO AL PASSATO. QUESTO RISULTATO E’ STATO RESO POSSIBILE GRAZIE ANCHE ALLA GLOBALIZZAZIONE CHE HA INNESCATO UN MECCANISMO DI VASI COMUNICANTI A COMPENSAZIONE A LIVELLO DI INTELLIGENCE E DI COMPETENZE TRASVERSALI

PER DARE AI NOSTRI LETTORI L’IDEA DI COME SI STIANO RIASSESTANDO GLI EQUILIBRI GEOPOLITICI A SEGUITO DELLE SANZIONI ECOMICHE OSSERVIAMO LE NUOVE ROTTE COMMERCIALI INTRAPRESE DAL QATAR DELLA FAMIGLI AL THANI

Doha: La compagnia che si occupa della gestione dei porti in Qatar, Mwani, ha annunciato l’espansione della rete dei collegamenti marittimi diretti dal porto di Hamad, 25 chilometri a sud di Doha, ad altre destinazioni. Come spiega l’emittente al-Jazeera, le nuove rotte collegheranno il Qatar ai porti di Sohar e Salalah in Oman, al porto di Shuwaikh in Kuwait, a quello di Karachi Pakistan, al porto di Izmir in Turchia, e a quelli di Mundra e Nava Shiva in India.

L’apertura di nuove rotte marittime rappresenta un tentativo di rompere l’isolamento che il 5 giugno scorso è stato imposto al Qatar da Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi ed Egitto. Doha è accusata da questi e altri Paesi di sostegno al terrorismo.

IL CORTO CIRCUITO DI UNO STRUMENTO NON PIU’ ADEGUATO

Nel recente scenario di tensioni internazionali nei confronti della Corea del Nord, è stato richiesto dalla Nato al Presidente Putin di collaborare nell’applicazione delle sanzioni economiche nei confronti di Kim Jong Un.

Putin ha fatto notare che sarebbe lieto di contribuire in tal senso ma che non può applicare le sanzioni alla Corea del Nord in quanto attualmente la Russia si trova nella medesima Black List essendo stata sottposta anch’essa al medesimo procedimento e che quindi decidessero da che parte farla stare.

Escludendo quindi la paradossale ipotesi dell’applicazione di sanzioni nelle sanzioni, è stato dimostrato il limite oggettivo di uno strumento in grado di incidere solo in superficie, andando a colpire gli imprenditori che operano “in chiaro” non riuscendo però a colpire personaggi che operano a livelli maggiori che utilizzano collaudati reti internazionali per il movimento di capitali illeciti.

Providentia_H

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