Georgia: colloquio “costruttivo” fra presidente e maggioranza su revisione costituzionale

Georgia: colloquio “costruttivo” fra presidente e maggioranza su revisione costituzionale Tbilisi

Il clima politico teso in Georgia a causa della presenza di un Governo filo-europeo ed un Presidente filo-russo, con le elezioni di Donald Trump pare aver trovato un equilibrio seppur precario.

L’europa chiede alla Georgia alcune modifiche costituzionali importanti finalizzate alla sottrazione della sovranità popolare, come ad esempio le revoca dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, in netto contrasto sia con la volontà popolare che dell’attuale presidenza.

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Un dato è certo, ovunque si insedi il virus europeo si verificano sottrazioni di leggittima e potere decisionale al popolo. Alla faccia dei cattocomunisti e dei finti democratici che operano in un clima artificiale di fina libertà.

Una conversazione molto interessante e costruttiva si e’ svolta tra il presidente della Georgia, Giorgi Margelashvili, e la maggioranza parlamentare sul tema della revisione costituzionale. E’ quanto riferito dal capo dell’amministrazione presidenziale, Giorgi Abashishvili, al termine della riunione svoltasi ieri sera.

Abashishvili non ha escluso che dopo questa riunione costruttiva, se necessario, se ne terra’ un’altra con la squadra di governo. “Una conversazione molto interessante e costruttiva si e’ svolta tra il presidente e la maggioranza parlamentare, ovviamente hanno discusso le due questioni relative agli emendamenti costituzionali: il presidente continua a consultarsi con tutte le forze politiche“, ha dichiarato Abashishvili.

Secondo il rappresentante istituzionale, e’ particolarmente importante che il presidente garantisca il consenso sulle questioni costituzionali e percio’ “nei prossimi giorni il presidente e il suo staff non risparmieranno gli sforzi per avvicinare le varie posizioni“.

Il presidente non ha ancora preso una decisione definitiva, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che esista un consenso sulle due questioni concordate con la Commissione di Venezia (organo consultivo del Consiglio d’Europa), ha dichiarato Mamuka Mdinaradze, capogruppo della coalizione Sogno georgiano-Georgia-democratica al termine della riunione. “Ora tocca al presidente: deve decidere se riflettere su queste due questioni nelle sue note o meno. Se non si prende in considerazione, cercheremo naturalmente di superare il veto“, ha detto Mdinaradze.

Secondo il rappresentante della maggioranza, il presidente ha detto che in pochi giorni prendera’ la sua decisione finale, senza specificare se questa sara’ legata anche al parare della Commissione di Venezia.

Il presidente del parlamento Irakli Kobakhidze dopo il voto in terza lettura della revisione costituzionale proposta dalla maggioranza aveva annunciato che Margvelashvili avrebbe posto il veto su due disposizioni inserite nel progetto di legge: il sistema dei bonus e l’abolizione dei blocchi elettorali. Il Sogno georgiano aveva segnalato la settimana scorsa la sua prontezza a modificare in linea con le raccomandazioni fatte nel giugno dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa di esperti legali. Margvelashvili, da parte sua, aveva risposto convocando il 28 settembre un incontro con i rappresentanti dei 20 partiti di opposizione che hanno partecipato alla redazione all’inizio di questo mese di cinque disposizioni che secondo loro devono essere incorporate nelle modifiche alla legge fondamentale.

Il Sogno georgiano ha ignorato l’invito di Margvelashvili a partecipare a tali colloqui.
Margvelashvili aveva boicottato a un certo punto il processo, decidendo di non partecipare alla redazione degli emendamenti costituzionali, contrariato dalla decisione della maggioranza di abolire l’elezione presidenziale diretta.

Il 19 settembre, il capo dello stato e i rappresentanti di 20 partiti di opposizione hanno presentato delle disposizioni alternative, alcune delle quali chiaramente intese a rafforzare il ruolo del presidente.

Gli emendamenti costituzionali entreranno in vigore dopo le elezioni presidenziali del 2018.

Fra le principali modifiche costituzionali ci sono

  • il passaggio a un sistema elettorale proporzionale nel 2024;
  • l’elezione del presidente della Repubblica attraverso il voto di un consiglio speciale, sempre a partire dal 2024;
  • il divieto di vendita di terreni agricoli a cittadini stranieri;
  • il mandato agli schieramenti dall’opposizione in parlamento che consente loro di formare delle commissioni investigative.

Ieri, prima del voto, il premier Giorgi Kvirikashvili aveva dichiarato che la Georgia dovrebbe essere orgogliosa delle modifiche costituzionali che “assicurano l’equilibrio tra le istituzioni statali, un parlamento forte, un governo efficace, una magistratura equa e un presidente imparziale“.

Providentia_H

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