Intervista ad Anna Záborská – «Una persecuzione silenziosa contro i cristiani in Europa»

L’INTERVISTA ANNA ZABORSKA «Una persecuzione silenziosa contro i cristiani in Europa» La politica slovacca antiaborto, a Bruxelles dal 2004: «Chi crede è discriminato, può persino perdere il lavoro. Lo Stato non è più imparziale, ma ostile alla religione»

Lottare per l’uguaglianza non significa negare le naturali differenze fra uomo e donna.

Anna Záborská è una politica slovacca del Movimento cristiano democratico. Membro dell’Europarlamento dal 2004, e medico, è stata influenzata dal padre, prigioniero politico del regime sovietico. Attivista pro life, lancia l’allarme sulla guerra strisciante che in Occidente gli Stati stanno facendo ai cattolici.

Che rapporto ha con l’italia?

«L’Italia è un Paese stupendo che nei secoli ha formato l’Europa attraverso il commercio, la lingua, la cultura ma soprattutto la spiritualità in quanto culla del cristianesimo. Infatti ha dato al mondo tantissimi santi. Con la Penisola ho una relazione strettissima, dato che mio senero e due dei miei nipoti sono italiani».

Come valuta la gestione della crisi migratoria da parte dell’Ue e ruolo dell’Italia?

«Nel 2015 l’Ue si è dimostrata impreparata a gestire l’eccezionale flusso proveniente dalla Siria e dall’Africa. Ciò ha influito anche sulle misure d’emergenza proposte. Tuttavia, la protezione delle frontiere e la registrazione dei richiedenti asilo non sono compito dell’Unione. L’Italia e la Grecia hanno gestito con grande capacità una situazione difficile. Ora dobbiamo trovare Giusto chiedere educazione, ma il politicamente corretto sconfina nella censura una soluzione migliore che permetta non solo di reagire a eventuali crisi, ma soprattutto di prevenirle».

L’Ue ha bisogno di essere riformata?

«Alcuni Stati vorrebbero un’integrazione maggiore soprattutto per quanto riguarda il fisco, la moneta comune, la difesa e il mercato unico. Altri son di parere contrario. In futuro dobbiamo trovare una soluzione che vada bene a entrambi gli schieramenti per permettere ad alcuni membri di procedere più velocemente, ma a patto che le nuove collaborazioni siano aperte a tutti».

L’Ue soffre di una mancanza di valori?

«Se leggiamo la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue ci troviamo di tutto, dalla libertà di religione al diritto all’obiezione fino alla non discriminazione. Più che una mancanza di valori io vedo una mancanza di definizioni, di contenuto sostanziale. Pertanto spetta alla Corte di giustizia stabilire quali valori e diritti abbiano la precedenza».

Stiamo perdendo contatto con l’eredità storica?

<<Non credo sia possibile. Anche se dovessimo provare a demolirla sistematicamente, la nostra eredità rimarrebbe nelle nostre azioni quotidiane. Per esempio, l’idea originale dello Stato secolare non si basava sull’ignoranza ma sull’esperienza storica delle guerre di religione. Il problema è che la nostra comprensione dell’eredità storica è diventata semplicistica, monodimensionale. Come risultato abbiamo rimpiazzato la neutralità religiosa dello Stato con lo zelo antireligioso!..>>

Si può dire provocatoriamente che l’Ue sta diventando una realtà politicamente troppo corretta?

<<Il politicamente corretto è una nozione che decisamente non mi piace. È ambigua. Rende quasi impossibile distinguere fra la necessità di correttezza e il garbo – restrizioni legittime nel dibattito pubblico – e i tentativi di censura. Sono due situazioni da non confondere>>.

Come membro del comitato per i diritti delle donne qual è la sua opinione sulla situazione in quest’ambito?

<<L’agenda della commissione si divide in due parti. La prima punta a informare su come le donne subiscano maggiori violazioni dei diritti umani degli uomini. La seconda parla di pari opportunità, ma questa teoria – così some viene oggi interpretata – ignora le differenze fondamentali esistenti tra i sessi. I1 ruolo sociale delle donne non è sufficiente a definire il concetto di femminilità. Essere una donna non è uguale ad agire come una donna. Cid fa sì che spesso le donne alle prese con le sfide della maternità o della violenza non vengano comprese perché la politica si concentra sul diktat delle pari opportunità.>>

Lei è sempre a favore della vita. Si sente isolata oggigiorno?

<<Nella politica europea la posizione a favore della vita è oggi certamente minoritaria. Essere parte di una minoranza comunque non significa essere isolati. Faccio parte di un gruppo di colleghi che ha la stessa visione del mondo e conto sempre sul sostegno dei miei elettori. Anche se perdo nelle singole votazioni, non mi sento mai sola».

I credenti sono diventati, secondo lei, cittadini di seconda classe oggi in Europa?

<<Non posso immaginarmi un’Europa che imprigioni i cristiani come avveniva nel mio Paese durante il regime comunista. Tuttavia concordo in pieno con papa Francesco quando parla di una “persecuzione silenziosa” che vuole apparire come modernità e progresso, mentre in verità depriva le persone della loro libertà e del loro diritto di avere una coscienza. Secondo il rapporto dell’università di Notre Dame e dell’Istituto per la libertà religiosa dell’università di Georgetown la persecuzione silenziosa comporta la perdita del posto di lavoro e altre sanzioni sociali. Sono situazioni che impediscono ai cristiani di vivere secondo i propri valori. Tutto ciò va impedito>>.

In Francia si deve eliminare la croce da un monumento…

<<Il verdetto che impone di eliminare la croce dalla statua di Giovanni Paolo II è un classico esempio di come il principio di neutralità religiosa dello Stato si sia trasformato in un atteggiamento apertamente ostile. Il risultato non è la tolleranza, ma l’opposto, e cosl il divario tra le religioni si allarga>>.

Suo padre fu membro dell’Azione cattolica, prigioniero politico e in seguito ambasciatore presso la Santa sede. Come interpreta le attuali posizioni della Chiesa cattolica?

<<La Chiesa è un’istituzione molto complessa e una comunità viva. Talvolta è importante che essa parli con voce chiara mostrando la via attraverso il magistero. Altre volte abbiamo bisogno che ci abbracci con compassione e si prenda fraternamente cura di noi. Mi pare che papa Francesco voglia guidare la Chiesa in questa seconda direzione…>>

di Laris Gaiser

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